Taralli

Please visit Clemente Biscottificio online to view our amazing baked goods!!!!  All products are baked on-site at our South Hackensack, NJ location.

We also have our famous Clemente Italian Bakery & Deli located at the same location.  Please check out our website and stop in for a great meal, you will be glad that you did….

Taralli are an Italian snack food, common all over the southern half of the Italian Peninsula. A cracker similar in texture to a breadstick or a pretzel, taralli can be sweet or savory. Sweet taralli are sometimes glazed with sugar. Savory taralli may be flavored with onion, garlic, sesame seeds, poppy seeds, fennel, pepper, chili or just salt. Sweet and plain taralli are often dunkedin wine.

Taralli are classically formed into rings or ovals, about four to five inches in circumference. Smaller taralli, called tarallini, with a circumference of 1.5 to 3 inches, are sold commercially. Similar to bagels, they are briefly boiled before being baked, which gives them a very interesting texture. Baked taralli can be kept in an airtight container for several months.

A variation can be made by deep-frying a sweet version of the rings and serving them with a sweet dessert wine. Fried taralli do not keep well and should be eaten quickly.

Ingredients for one commercially sold tarallini brand: wheat flour, yeast, water, olive oil, fennel seed, black pepper, salt, anise flavor.

Hackensack. La storia di Dino Clemente. Un carpentiere divenuto panettiere. Pane, amore e cuccesso…

Hackensack. La storia di Dino
Clemente. Un carpentiere divenuto
panettiere. Pane, amore e
cuccesso...
DI ANTONINO CIAPPINA
07-12-2008
Può un carpentiere opinare di poter divenire panettiere? Pare di sì. Perlomeno, è accaduto a un giovane altamurano che, per prepararsi a realizzare il suo "American Dream", aveva seguito le orme del padre e, superato con lui l'apprendistato, superata la ventesima primavera, per le Americhe aveva fatto vela e come carpentiere aveva sperato di poter "sfondare"; piazzarsi nel mercato del lavoro all'ombra del colosso di Lady Liberty, ma per circostanze di tempo e di ambiente; fatti diversi tentativi, s'era reso conto che nulla c'era da carpire come carpentiere.
E' accaduto a Donato Clemente, per gli amici Dino, che nato ad Altamura (Bari) il 29 novembre 1952, il mese scorso è stato festeggiato per il suo compleanno dai suoi dipendenti, nessuno dei quali è carpentiere, con lui facendo parte di una panetteria dai cui forni sfornano pane che inizialmente andava nei tre stati limitrofi: New York, New Jersey e Connecticut, ma che adesso va pure in Florida e Connecticut e l'avanzata accenna a continuare ancora.
La sua storia ci è stata raccontata dalla segretaria della sua azienda; la Central Bakery di Union City (N.J.). Falliti i suoi passi sulle orme del padre, Vincenzo Clemente, venendogli offerta la possibilità di fare il panettiere, Dino provava a caminare sulle orme della madre: Antonia Maddalena Pestrichella, ed a lei ispirandosi ed assaporando nei memori ricordi i panini che la mamma gli preparava in modo speciale per la Pasqua, il Natale, la festa del raccolto, quella della vendemmia e così via, i panini di mamma preparava e trovava chi li apprezzava.
Assunto come "bus-boy", aiutante, presso la Central Bakery, diveniva "foreman"; il capo-operaio, producendo e facendo produrre pane e focacce.  Nel 1990 diveniva il proprietario della panetteria. Sempre riandando ai ricordi di mamma, Dino, che era stato il primogenito; per primo godendo delle sue cure ed affetto, gli sovveniva che mamma faceva dei taralli, prediletti in Puglia, e provava e s'addestrava a riprodurli, riuscendo appien importando dall'Italia macchinari che ne facilitavano la produzione. Passando dalla produzione artigianale alla produzione industrialie, oggi esporta taralli pugliesi in tutti gli Stati Uniti ed anche in Canada.
Sempre basandoci su quanto fattoci sapere da Cinzia, la solerte, sagace e capace segretaria, siamo in grado di far sapere a lettori e lettrici che, divenuti angusti i locali di Union City per il volume e la molteplicità degli articoli di produzione, Dino Clemente era costretto a trasferire la sua industria nella capitale della Contea di Bergen in New Jersey; in South Hakensack; sia lo stabilimento di produzione che il negozio di vendita; il tutto tanto grande da poter classificarlo come supermercato alimentare, molti altri prodotti essendo stati aggiunti, importati dall'Italia; sempre cercando di appagare gusti e necessità degli italiani ed anche di far proseliti con gli americani, dal palato molto sensibile e, come si suol dire, lieti di "farsi prendere per la gola" da supercuochi tipo Dino Clemente.

Si, oltre al complesso industriale di South Hackensack, Dino Clemente ha aperto due ristoranti: "Tutto a Modo Mio" in Ridgefield e la "Trattoria Saporito" in Hoboken; tutti e due in New Jersey. Dopo i taralli, sono stati introdotti i tarallini,
i "Taralli Barletta", biscotti, grissini, e così via. Per tutti i gusti ed anche per tutte le tasche.
Dino Clemente, aspira principalmente all'amicizia dei suoi clienti; l'esigenza della qualità viene per lui prima di quella per la quantità; ma tutto procede a meraviglia, perchè ama il suo lavoro; è appassionato; non produce per far quattrini, ma prima anela ad amici; sempre più numerosi amici, che soddisfatti, continuano a spargere la parola e far aumentare le esigenze di produzione.
Nata come impresa di famiglia, in un primo tempo facendosi aiutare da uno dei fratelli: Oronzio, adesso Dino si fa aiutare anche dalla moglie, Anna, e dai figli" Vincenzo, Maddalena, VitaMaria, Giulia e Dino jr.; tutti orgogliosi di lui; fieri
di lavorare con lui e di godere il prestigio di cui gode come indutriale e come patriota.
Si, anche come patriota, perchè in Altamura hanno risaputo quanto lui fa ormai da trentacinque anni e nell'ottobre scorso, prioma del suo compleanno in novembre, in patria lo hanno chiamato per conferirgli dei premi:
Quali sono stati? Il presidente del Consiglio Provinciale, prov. Piero Pepe, a nome della Regione Puglia, gli ha offerto un attestato che dice: "A Dino Clemente per aver contribuito al successo negli Stati Uniti d'America del nome
della città di Altamura e della Puglia". Bari, 31 ottobre 2008 Un secondo attestato reca: "Associazione Internazionale "Pugliesi nel Mondo" - Presidenza del Consiglio dei Ministri: Premio Internazionale conferito a te, Donato Clemente, con l'ammirazione e la riconoscenza della Piccola Patria che non ti ha dimenticato e che porterai sempre nel tuo cuore".
Il Presidente Giuseppe Cuscito Bari, 31 ottobre 2008 un terzo attestato, proveniente dal "Sud Sound System", era diretto ai "Fratelli Pugliesi nel mondo che hanno fatto ammirare la Regione all'estero". E' stato riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno 31 ottobre 2008.
Inoltre, con delibera n.93, il Consiglio Direttivo dell'Associazione Internazionale Pugliesi nel Mondo, all'unanimità, nominava Donato Clemente suo "Coordinatore per il New Jersey" . Firmato: Il Presidente Rag. Giuseppe Cuscito - Gioia del Colle (Bari) 30 ottobre 2008. Incidentalmente a chiudere queste righe elogiative, meritate, per chi non ne
fose a conoscenza, aggiungiamo che Altamura non a caso si chiama così; antichissima, venne distrutta in una delle vicende di circostanza diverse; alti e bassi nel Tavoliere delle Puglie. Ebbene, oggigiorno esistono resti della mura
ciclopiche che la delimitavano.
Resta da segnalare: che Altamura nel XVIII secolo fu sede di un ateneo; una illustre Università degli Studi, tanto da meritare l'appellativo di "Atene Appula".  Inoltre, nel 1860, con l'unità d'Italia, Altamura fu sede del primo governo
provvisorio della Regione.
Con tali precedenti; praticamente un ... alto passato, si spiega l'anelito all'alto di Donato Clemente; Dino per gli amici, che tutti considera doni dell'Altissimo e, oltre a fare il pane, spesso lo dona a chi non è in grado di comprarlo; contribuisce a dei fondi per borse di studio per studenti in difficoltà economiche; così come contributi dona ad enti che si occupano di ricerche per sconfiggere mali che affliggono l'umanità; trovare vaccini per scongiurare il male o per resistere il più a lungo possibile al suo attacco, fino a quando l'antidoto atteso tarda ad arrivare.